†Alchymia†

il luogo dove la Grande Opera può essere generata.

† L'Alchimista †

Nacqui nel 1969 di questa era volgare per proseguire ciò che avevo interrotto in quella precedente

† Odi et Amo †

Amo mio figlio, la vita e Kyra, che mi accompagna nel viaggio dalla notte dei tempi
Odio l'ipocrisia e la pena capitale

† Le Mie Letture †

Leggo di tutto, dai classici ai fumetti, senza dimenticare le nuove leve

† Film Preferiti †

Blade runner, Casablanca, Il settimo sigillo, i noir ed il neorealismo italiano

† Note in calce †


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† Luna †

CURRENT MOON
lunar phase

† Nome ancestrale †

† Desideri †

[†]Desideri da esaudire
[†]essere ciò che mio figlio vuole che io sia
[†]

[♦] Desideri esauditi
[♦]tanti, forse troppi!
[♦]

† Sezioni †

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I due metalli dei saggi

Argento dei Saggi

Chiamato anche Mercurio dei Saggi in opposizione al Mercurio dei Filosofi, che lo precede dallo stadio del Mercurio dei Folli, l'argento vivo volgare o, ancora, Argento filosofico. Risulta dall'assorbimento di una certa quantità di principio di Zolfo e di una quantità determinata di principio di Mercurio o, più facilmente ancora, per l'assorbimento di una quantità proporzionale d'oro volgare e di una quantità determinata di principio Mercuriale. Questo oro volgare non deve aver subito né esaltazione, né trasfusione. In una parola, non deve essere stato rifuso o allegato a se stesso; deve essere vergine.

Oro dei Saggi

Anche denominato Zolfo dei Saggi, in opposizione allo Zolfo dei Filosofi che precede lo stadio dello Zolfo dei Folli, che è lo zolfo volgare o, ancora, oro filosofico. Risulta dall'assorbimento di una certa quantità di principio Sale, da una quantità determinata di principio Zolfo o, ancora più facilmente, per assorbimento di una quantità proporzionale di argento volgare e di una certa quantità determinata di principio Zolfo. Questo Argento, innanzitutto, non deve aver subito né esaltazione, né trasfusione. In una parola, non deve essere stato rifuso o allegato a se stesso. Deve essere vergine. Queste due Operazioni risultano da una serie di cotture successive: "moltiplicazione".

Sospirato da solveetcoagula
Alle ore 21:41 del dì mercoledì, 28 novembre 2007
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In: dizionario, alchimia, alchimia spirituale


I tre principi dei filosofi

Principio Zolfo

Il Caldo, contenuto nel Fuoco e nell'Aria, genera un principio di natura calda, fecondante, fermentativo, che si chiama Zolfo. È il principio maschile di ogni germe e da lui nascono il sapore ed il colore fondamentale rosso. Nell'uomo corrisponde allo Spirito.

 

Principio Mercurio

L'Umido, contenuto nell'Aria e nell'Acqua, genera un principio di natura vaporosa, sottile, mutativo, generante. Il Mercurio è il principio femminile di ogni germe e da lui nasce l'odore ed il colore fondamentale azzurro. Nell'uomo corrisponde all'Anima.

 

Principio Sale

Il Secco, contenuto nel Fuoco e nella Terra, genera un principio di natura secca, coesiva e coagulatrice, chiamato Sale. È il principio d'unificazione del Maschio e della Femmina, tanto quanto il risultato della loro unione. Da lui nascono la forma, il peso ed il colore fondamentale giallo. Nell'uomo corrisponde al Corpo.

Sono questi i Tre Principi Costitutivi che, nel vocabolario della Tradizione Alchemica, costituiscono la Sostanza Prossima degli Esseri e delle cose.

 

Sospirato da solveetcoagula
Alle ore 13:19 del dì martedì, 27 novembre 2007
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In: dizionario, alchimia, alchimia spirituale


Le quattro qualità elementari

Il Freddo, origine della fissazione, si manifesta con un'assenza totale o parziale della vibrazione, il cui effetto è di coagulare e di cristallizzare la Materia, distruggendo il principio di espansione che è nel caldo (conservazione). La sua azione è quindi astringente, fissatrice, rallentatrice, cristallizzatrice. L'Umido, origine della femminilità, si traduce con una vibrazione di natura attrattiva, mutabile, instabile, ammorbidente, emolliente, rilassante, umettante, che, penetrando gli atomi, divide gli omogenei ed unisce gli eterogenei, provocando così l'involuzione della Materia od il suo disgregamento. La sua azione è temperante, ammorbidente, emolliente, disperdente. Il Secco, origine della reazione, si manifesta con una vibrazione di natura atta a ritenere; è irritante e trattiene l'impulso dato. La sua azione è contraente. Il Caldo, origine della mascolinità, si traduce con una vibrazione di origine espansiva, dilatante, rarefattiva, che provoca l'evoluzione degli atomi. La sua azione è vitalizzante, stimolante e dinamica.

Nell'uomo, queste quattro qualità danno:


I Quattro Elementi:


Nell'uomo, questi quattro elementi danno:

Sospirato da solveetcoagula
Alle ore 08:27 del dì domenica, 25 novembre 2007
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In: dizionario, alchimia, alchimia spirituale


Operazione unica

Non si dovrebbe abbandonare il dovere per il quale si è nati, anche se ha qualche imperfezione; perché tutto ciò che si fa è avvolto dall'imperfezione, proprio come il fuoco è avvolto dal fumo. Bhagavad-gita 18:48

L’alchimista ripete spesso che l’intera opera alchemica è un processo unico, che richiede un’unica, semplice azione. Questa azione ha nomi diversi, a seconda del proprio punto di vista. Può chiamarsi purificazione, lavaggio, pulizia, riscaldamento, cottura, distillazione eccetera. Alcuni alchimisti mettono questi termini in un ordine apparentemente cronologico.

AtlantaFugiens

Atlanta Fugiens, Michael Maier, Franfurt, 1617. L’intera opera non è altro che riscaldamento, cottura: uno dei molti simboli che mostrano come l’intero processo alchemico non è altro che azione continua. Si può chiamare meditazione, o chiara consapevolezza, ma deve essere fatto di continuo. Questa è l’unico modo in cui la purificazione del corpo e dell’anima risulterà nello svelare la vera divina natura del praticante.

All’inizio, l’opera si chiama dissoluzione, poiché il fuoco centrale, che è stato attizzato, trasforma la terra in acqua. La dissoluzione è la riduzione di ciò che è fisso e asciutto in essenza d’acqua. Il fisso è reso fluido. Il fluido viene anche chiamato argento vivo o materia prima. Dice sulla dissoluzione, Pernety (1858): “La soluzione filosofica è la trasformazione dell’umidità base fissa in un corpo acquoso. L’origine di questa dissoluzione è lo spirito volatile racchiuso nella prima acqua”. Si potrebbe dire che la propria coscienza, che è sempre presente ma in qualche modo nascosta in sé, lavora con l’azione della volontà, per portare la coscienza quotidiana (il fisso) nell’inconscio (acqua). Si potrebbe anche dire che si diventa più consapevoli di ciò che accade interiormente, in particolar modo dei sentimenti e delle energie sottili, cose entrambe spesso paragonate all’acqua.

Per mezzo di questo continuo riscaldamento, o cottura, avviene la distillazione. I vapori si raffreddano e si condensano. L’acqua condensata scende e penetra la terra. Il processo viene ripetuto ancora e ancora.


Dopo la distillazione, avviene il fissaggio, o coagulazione. Il fissaggio è l’inseparabile unione del fisso col volatile, o zolfo e argento vivo, in una materia talmente durevole che è inattaccabile dal fuoco. Mentre avviene tutto ciò, il riscaldamento della materia continua. L’intero processo non è altro che riscaldamento. Il fuoco deve essere mantenuto (cioè la propria attenzione deve essere mantenuta focalizzata).

La distillazione, o purificazione, è effettivamente il continuo miglioramento di se stessi allo scopo di estirpare ogni azione egoistica o emozione negativa. Per questo è necessario mantenere continua vigilanza e diligenza. Alcuni alchimisti associano un pianeta a ogni successivo stadio della Grande Opera. Anche se la distillazione rimane la stessa durante l’intero processo, in termini simbolici l’alchimista ascende dal pianeta Saturno verso il pianeta Mercurio. Inizia da Saturno, il pianeta più freddo e pesante, il malfattore, il dio del tempo e della morte. Mercurio è il pianeta più leggero, situato accanto al sole, immerso nella luce e nel calore di quella stella. È qui che l’alchimista scopre la giovinezza eterna. Quando in tal modo l’alchimista ascende attraverso i pianeti, trasforma le proprie caratteristiche. Ogni pianeta corrisponde a determinate caratteristiche psicologiche.

Il processo della Grande Opera, come dicemmo all’inizio del presente lavoro, non è espresso soltanto nel simbolismo alchemico, ma in molte altre Tradizioni, sia orientali che occidentali.

Sarà interessante, a questo punto, esaminare come esso fosse presente già nell’Antico Egitto, nel mito di Osiride. Osiride era un re-dio che fu chiuso in un baule da suo fratello Seth, simbolo del potere di decomposizione, del fuoco che causa la putrefazione. Il baule rappresenta il “vaso” alchemico, il recipiente, ed è significativo che venga chiuso con chiodi e piombo (essendo il piombo il metallo della Nigredo, l’Opera al Nero). Seth gettò il baule nell’oceano e, dopo aver a lungo viaggiato, esso infine si arenò sotto un tamarindo. Ritroviamo qui numerosi simboli che indicano la seconda fase della Grande Opera: l’Opera al Bianco che, come abbiamo detto, rappresenta l’acqua alchemica, la fase in cui la terra è ridotta ad acqua. L’oceano stesso è il simbolo della materia prima a cui la materia viene ridotta, così come il Tamarindo è simbolo del secondo stadio, l’Albedo, a causa dei suoi fiori bianchi.

Iside, la sposa di Osiride, trovò il baule e lo riportò in Egitto. Viene così rappresentata la fase della coagulazione, della condensazione. Con i suoi poteri magici riuscì poi a ricevere il seme di Osiride ed a partorire Horus; bellissima rappresentazione della nascita della coscienza pura (Horus è il dio Sole), dopo che l’Iniziato ha trovato il seme alchemico della materia.

In seguito anche Seth ritrovò il baule col cadavere di Osiride, ne tagliò il corpo in quattordici pezzi e li nascose in diversi punti del territorio Egizio. In tal modo vengono rappresentate le fasi della decomposizione e della sublimazione che devono essere ripetute più volte, fino a quando tutto non sarà puro e le emozioni ed i sentimenti dell’Iniziato non saranno del tutto purificate da ogni istanza egoistica e passionale. Iside va in cerca di tutti i pezzi e li seppellisce sul posto (il fissaggio). L’unico pezzo che non riesce a trovare è il fallo di Osiride, in quanto esso è stato ingoiato da un pesce ossirinco. Ciò sta a significare che i poteri sessuali sono stati trasformati in un’energia superiore e non verranno mai più espressi a un livello inferiore. Si dice che l’espressione inferiore dell’impulso sessuale leghi l’uomo al mondo fisico, o al mondo dell’oscurità. Il fallo non è più necessario perché Horus ormai è stato concepito. Horus rappresenta l’uomo rinato. Nelle sue manifestazioni infantili, viene chiamato Arpocrate, e corrisponde al Mercurio bambino. Horus è anche Osiride risorto. In termini alchemici, il vecchio Re è morto e il giovane Re è nato.

Osiride è anche il principio universale della vita. È il seme, come il chicco di frumento. Gli egizi piantavano chicchi di frumento sulle mummie, in modo che germogliassero, a simboleggiare la resurrezione dei morti. Osiride era anche il dio della fertilità, e così venne denominato “Il Grande Verde”. La sua pelle era spesso raffigurata in verde. Gli alchimisti parlano del “seme verde” in natura, cioè la materia prima, o drago verde, l’energia fertile della vita che tutto penetra.

 

 

Sospirato da solveetcoagula
Alle ore 14:04 del dì giovedì, 22 novembre 2007
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In: dizionario, alchimia, operazioni alchemiche


Operazione al rosso

Il processo alchemico è un metodo di autoconoscenza che l’anima attraversa ben al di là del suo regno d’esistenza. Mary Anne Atwood

Il gioiello è andato perduto nella materia e tutti lo cercano. Alcuni lo cercano a est, alcuni a ovest, alcuni nell’acqua e alcuni tra le pietre. Ma il servo Kabir ha trovato il suo valore e lo ha accuratamente avvolto nel lembo del mantello del suo cuore. R. Tagore, Kabir 72

L’Albedo è una fase il cui significato venne tenuto segreto per molti secoli. Il significato della terza fase alchemica, Rubedo o rossezza, è ancor più segreto e non semplice da spiegare o capire.

Philosophia_reformata

Philosophia reformata, Johann Mylius, Frankfurt, 1622 L’unione del Re Rosso con la Regina Bianca, simbolo dell’unione di maschio e femmina, albedo e rubedo. Altrimenti detto, quando si è ottenuta l’albedo (avendo scoperto la luce divina nel proprio Sé), lo “spirito” deve essere saldato (l’aquila in discesa), ottenendo la Rubedo. I due leoni con una testa significano la natura unificata che è stata ottenuta. Dalla loro bocca scorre l’acqua della vita.

La Rubedo è la fase successiva all’Albedo. Questo è il motivo per cui sono spesso rappresentati in collegamento l’uno con l’altro, come la Regina Bianca e il Re Rosso. Una volta scoperta la luce bianca, essa deve essere resa l’unica realtà nella nostra coscienza. Dopo la discesa nell’inconscio, nel buio, negli inferi, si è trovata la luce, si è trovato lo Spirito volatile. Ora lo Spirito volatile, o argento vivo, deve essere fissato o coagulato. Ciò significa che la nostra coscienza, o attenzione, deve penetrare completamente l’inconscio, o anima, o tutto ciò che è nascosto in noi. Facendo ciò, fissiamo (cioè portiamo a coscienza) il volatile e lo rendiamo durevole. Quando tutto in noi è stato purificato e appare la Luce, dobbiamo saldare questa Luce e renderla durevole in modo che rimanga sempre presente.

Lo zolfo bianco ottenuto durante l’Albedo viene anche chiamato: “i corpi composti dalla pura essenza dei metalli”. I metalli sono il contenuto dell’anima, e ora sono stati ridotti alla loro pura essenza. Ora che l’anima è stata penetrata dalla pura luce, l’alchimista deve renderla permanente. Nelle filosofie orientali la Rubedo corrisponde alla formazione del “corpo di diamante”, un termine appropriato alla pura e permanente Pietra Filosofale.

Scritinium_cinnabarium

Scritinium cinnabarium seu triga cinnabriorium, Godfred Schulz, Halle, 1680 L’alchimista risorto passa dal buio alla Luce.

Nel Cristianesimo corrisponde alla resurrezione di Cristo. Gesù “salda” l’indumento di luce di Cristo. Gesù ha abbandonato il suo vecchio corpo e portato il suo essere divino interiore, il corpo di Cristo, alla coscienza e lo ha reso la sua realtà. Ciò che Gesù fece duemila anni fa può essere fatto allo stesso modo da ognuno di noi, perché siamo tutti partecipi del divino, e tutti portiamo l’essenza divina, o corpo di Cristo, in noi.

Quando si è realizzata la Rubedo, l’alchimista ha accettato la sua eredità spirituale. È divenuto ciò che è sempre stato senza averlo mai saputo. Ha realizzato la sua essenza divina mentre era ancora nel suo corpo fisico. È ciò che gli gnostici chiamavano pneuma, lo spirito divino in ogni uomo, nascosto nella profonda oscurità del mondo, che può essere reso di nuovo conscio. Quando la Rubedo è stata manifestata, l’uomo è maestro sia sul mondo fisico che su quello spirituale. Egli è divenuto il Re, maestro di se stesso.

Quando l’unificazione di tutte le energie dei quattro aspetti della totalità è stata ottenuta, sorge un nuovo stato d’essere che non è più soggetto a cambiamenti. L’alchimia cinese lo chiama il “corpo di diamante”, che corrisponde al corpus incorruptibile (corpo intoccabile) dell’alchimia europea. È analogo anche al corpus glorificationis (corpo glorificato) della tradizione Cristiana. Nelle tradizioni yoga, la Rubedo corrisponde all’unificazione dello spirito umano, chiamato atman, con il Brahman. L’Atman è parte del Brahman. Brahman è l’anima del Tutto, è il respiro o l’energia che scorre dentro di noi e ci dà vita e coscienza. Atman è il sé individuale, Brahman è il sé universale.

Come il corpo era lento, grezzo, impuro, buio e distruttibile a causa della mancanza di potenza e energia, così la rinascita lo unifica all’anima e allo spirito - vivificato e volatile, leggero e penetrante, puro, rifinito e chiaro, trasbordante di energia, indistruttibile e pieno d’energia, ed è in grado di mantenere questo stato”. (Franciscus Kieser, 1600 ca.).

Sali al di sopra di ogni altezza, scendi più in basso di ogni profondità; ricevi tutte le impressioni sensoriali del creato: acqua, fuoco, asciutto e bagnato. Pensa che sei presente ovunque: nel mare, nella terra e in cielo; pensa che non sei mai nato e che sei ancora allo stato embrionale: giovane e vecchio, morto e nell’aldilà. Comprendi tutto allo stesso tempo: tempo, spazio, cose: qualità e quantità” (Corpus hermeticum, 1460).

Sento che tutte le stelle brillano in me. Il mondo si spacca come un’inondazione dell’anima. I fiori si aprono nel mio corpo. Giovinezza di terra e d’acqua brucia come incenso nel mio cuore, e il respiro di ogni cosa suona come in un flauto attraverso i miei pensieri.

 

 

Sospirato da solveetcoagula
Alle ore 15:16 del dì giovedì, 15 novembre 2007
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In: dizionario, alchimia, operazioni alchemiche


Opera al bianco

Non avevo paura di morire, ma di morire senza essere illuminato Comte de Saint-Germain, La Tres Sainte Trinisophie

Il messaggero della luce è la stella del mattino. Così l’uomo e la donna si avvicinano all’alba della conoscenza, poiché in esso è il germe della vita, una benedizione dell’eterno. Haji Ibrahim of Kerbala

Lucifero, Lucifero, tendi la tua coda, e portami via, a tutta velocità attraverso lo stretto passaggio, la valle della morte, alla luce brillante, il palazzo degli dei. Isanatha Muni

Alla fine della Nigredo, appare una luce bianca. Siamo arrivati al secondo stadio della Grande Opera: l’Albedo, o bianchezza. L’alchimista ha scoperto dentro di sé la sorgente della sua vita, la fonte da cui l’acqua della vita scorre, donando giovinezza eterna. La sorgente è una: maschio e femmina sono uniti. Nelle immagini alchemiche vediamo una fontana da cui due flussi entrano nella stessa vasca. Albedo è la scoperta della natura ermafrodita dell’uomo. In senso spirituale, ogni uomo è ermafrodita. Questo è appurabile nella prima fase embrionale del feto. Non vi è sesso fino a dopo un certo numero di settimane dopo la concezione. Quando l’uomo discese nel mondo fisico, entrò un mondo di dualità. A livello fisico ciò si manifesta attraverso la differenziazione dei sessi. Ma il suo spirito è ancora androgino, contiene la dualità nell’unità. La sua unità non è legata allo spazio, al tempo o alla materia. La dualità è una caratteristica del nostro mondo fisico. È transitoria e infine cesserà di esistere. Quando maschio e femmina saranno di nuovo uniti si avrà l’esperienza del vero Sé. Il conscio e l’inconscio saranno completamente uniti. L’albedo avviene quando il sole sorge a mezzanotte. È un’espressione simbolica che rappresenta il sorgere del sole nel profondo del buio della nostra coscienza. È la nascita di Cristo nel cuore dell’inverno. Nel profondo di una crisi psicologica, avviene un cambiamento positivo.

L_Aurore

L'Aurore, Henri de Linthaut. Albedo, simboleggiato da Aurora, dall’alba, la stella del mattino (Venere-Afrodite), e dal sole che sorge dal Mare Filosofale.

L’Albedo viene anche rappresentata con Aurora, la dea romana dell’alba. Suo fratello è Elio, il Sole. Con un gioco di parole, Aurora è collegata con aurea hora, l’ora d’oro. È uno stato di coscienza supremo.

Pernety (1758) ebbe a dire: “Quando l’Artista (Alchimista) vede la bianchezza perfetta, i filosofi dicono che bisogna distruggere i libri, poiché sono divenuti superflui”.

L’Albedo è anche rappresentata dalla stella del mattino Venere/Afrodite. Venere ha un posto speciale nella Grande Opera. In tempi antichi Lucifero veniva identificato col pianeta Venere. Originariamente Lucifero aveva un significato molto positivo. Il suo nome etimologicamente significa “Portatore di Luce”. Egli era infatti l’angelo che portava agli uomini la Luce della Conoscenza. Non va confuso con Satana, l’Avversario.

Nella Bibbia viene detto, in Pietro 1.19: “finché non arriverà il giorno e la stella del mattino sorgerà nei vostri cuori”; nell’Apocalisse, 12.16, Cristo stesso dice: “Io sono la stella del mattino”, identificandosi come Portatore di Luce egli stesso. Troviamo lo stesso concetto nella letteratura mistica. In tempi antichi Lucifero era un essere di luce positivo. Un sol uomo, tale Ieronimo, cambiò significato al termine Lucifero, quando lesse una frase da Isaia 14.12 (Isaia parla con un vizioso re di Babilonia): “Come mai sei caduto dal cielo, astro mattutino, figlio dell'aurora? Come mai sei atterrato, signore dei popoli?”. Ieronimo usò questa frase per identificare Lucifero con il drago scacciato dal paradiso da Michele. Con l’interpretazione di un sol uomo, quindi, Lucifero fu trasformato da essere di luce splendente nel più diabolico e oscuro essere al mondo.

Nell’alchimia troviamo Lucifero associato ai metalli impuri, inquinati dallo zolfo grezzo, a rappresentare che la luce dentro di noi è “oscurata” da ciò che gli alchimisti chiamano “superfluo”, le “scorie” emotive, psichiche e mentali causate dall’uomo stesso. Mercurio e Lucifero sono uno, la stessa identità. Si parla di Mercurio quando è puro: zolfo bianco, fuoco in cielo. Come “spiritus”, egli dona la vita, come “spiritus sapiens” insegna la Grande Opera all’alchimista. Lucifero è invece Mercurio impuro. Lucifero è la stella del mattino caduta dal cielo (dorato). Discese sulla terra ed è ora presente in tutti gli esseri umani. Lucifero è Mercurio misto a elementi impuri. Egli si dissolve “in zolfo e sale”, "è avvolto da corde”, “annerito da fango nero”. Teniamo presente che stiamo sempre parlando della nostra coscienza. Tutti i nostri complessi psicologici e di altra natura hanno offuscato la nostra coscienza pura, il nostro Mercurio.

La luce di Mercurio che ci appare come Lucifero a causa della distorsione prodotta dalle impurità, dà l’impressione di ciò che gli alchimisti chiamano “zolfo rosso”. Lo zolfo rosso di Lucifero, come diavolo tradizionale, è in effetti un’illusione. Non esiste di per sé, perché è soltanto un’immagine, un’immagine distorta di Mercurio. Noi stessi abbiamo causato le impurità, l’oscurità che vela il nostro vero essere di luce. Lo zolfo rosso è lo stesso concetto che le filosofie orientali esprimono col termine di Maya. Maya è il mondo delle illusioni, il velo che ci impedisce di vedere e provare la realtà in cui risiede la luce eterna. Per mezzo delle impurità di Maya, l’uomo è divenuto ignorante. Ha dimenticato le sue origini e pensa di essere in un mondo che, in verità, non è che un’illusione, un’apparenza.

Les_Rudiments_de_la_Philosophie

Les Rudiments de la Philosophie, Nicolas de Losques, Paris, 1665. L’unione di Hermes e Afrodite. La luna è sopra l’alambicco, ad indicare la fase di Albedo. Il sole in alto rappresenta la fase successiva della Rubedo. Allo stesso tempo, il sole e la luna sono gli opposti da unire. Afrodite ha due torce, una delle quali è rivolta in basso, a rappresentare le passioni inferiori da trasmutare. La torcia rivolta in alto è l’energia purificata. Afrodite è sopra un tetraedro, il perfetto corpo tridimensionale, dato che tutti gli angoli sono equidistanti, cosa che risulta in assenza di tensione.

Come già accennato sopra, Afrodite/Venere, sotto forma di stella mattutina, è un’immagine fondamentale della fase dell’Albedo della Grande Opera. Afrodite nacque dalla schiuma che scaturì quando gli organi genitali di Urano (tagliati da Chronos per odio e gelosia) caddero nel mare. Il taglio dei genitali rappresenta l’amore represso e tormentato. Il mare, simbolo dell’anima, tuttavia darà vita alla dea dell’amore. La liberazione avverrà quando saremo di nuovo coscienti dei contenuti dell’anima. Afrodite nasce dal mare; è lei quindi la guida dello spaventoso mondo dell’inconscio (il mare, o gli inferi).

L’alchimista scende in questi abissi per trovare la materia prima, chiamata anche “Leone Verde”. Il colore verde fa riferimento alle forze vitali primitive. Anche Venere ha il colore verde. Una caratteristica importante di Afrodite è che ci aiuta nelle nostre manchevolezze. Ci dà ideali e sogni da realizzare. Ma ci dà anche immagini spaventose per rendere l’uomo consapevole della sua natura inferiore. “Con la sua bellezza Venere attrae i metalli imperfetti e dà origine ai desideri, e li spinge alla perfezione e alla maturità” (Basilio Valentino, 1679).

La liberazione può avvenire soltanto divenendo coscienti della natura inferiore e di come si trasmuta.

Nella psicologia junghiana, Venere/Afrodite è l’archetipo dell’anima (in alchimia viene rappresentata anche come “soror” o “moglie” dell’alchimista). L’anima è l’immagine collettiva della donna nell’uomo. È un’immagine particolarmente influenzata dal primo contatto con la madre. L’anima rappresenta tutte le tendenze femminili nella psiche dell’uomo, come i sentimenti, le emozioni, gli umori, l’intuizione, la ricettività per l’irrazionale, l’amore personale e l’affinità con la natura. È la detentrice dello spirituale. A seconda dello sviluppo dell’uomo, può essere la seduttrice che lo attira verso l’amore sensuale, la disperazione, la fine e addirittura la distruzione. Ulteriori immagini alchemiche che rappresentano l’Albedo sono il battesimo e la colomba bianca, entrambe derivanti dal Cristianesimo. Il battesimo rappresenta la purificazione di corpo e anima con “l’acqua viva”. L’ “acqua viva” era considerata la forza creativa del divino. Permetteva all’anima di essere accolta nella comunità dello Spirito Santo. Perciò il battesimo permette all’anima purificata di far sorgere in sé la resurrezione di Cristo. È questo lo “hieros gamos”, il “matrimonio sacro” tra anima e Cristo. Cristo rappresenta la nostra stessa essenza divina interiore. Vi sono molti altri simboli alchemici per la seconda fase, o Albedo: il cigno bianco, la rosa, la regina bianca, eccetera. Come il piombo è il metallo della Nigredo, l’argento è il metallo dell’Albedo, trasmutato dal piombo. E dato che l’argento è il metallo della luna, anche la luna è simbolo dell’Albedo. Gli alchimisti parlano anche di pietra bianca o smalto bianco. Significano tutti fondamentalmente la stessa cosa, anche se bisogna capirli nel contesto in cui furono scritti.

 

 

Sospirato da solveetcoagula
Alle ore 09:08 del dì giovedì, 15 novembre 2007
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In: dizionario, alchimia, operazioni alchemiche


Opera al nero

Il saggio non è sorpreso dalla morte, egli è sempre pronto ad andarsene. La Fontane

Questo stato melanconico è così potente che, secondo scienziati e dottori, può attrarre demoni al corpo, anche al punto che si può entrare in confusione mentale o avere visioni. Agrippa

Nigredo, o “nerezza”, nel linguaggio alchemico significa putrefazione, decomposizione. Con la penetrazione del fuoco esterno, il fuoco interno viene attivato e la materia inizia a putrefarsi. Il corpo si riduce alla materia prima da cui originò. Questo processo viene anche chiamato “cottura”. La terra nera è chiusa in un vaso o in una borraccia e scaldata.

Azoth

Basilius Valentinus, Azoth, Paris, 1659. Il corpo deve essere decomposto. Ciò significa spostare la propria consapevolezza all’io interiore. I pianeti rappresentano entrambi stadi di questo processo durante il quale le energie del corpo devono essere trasmutate. La stella Saturno è nera, giacché Saturno simboleggia la Nigredo. Il Sole e la Luna sono gli opposti da unire, e il fuoco e l’aria sono gli elementi che stimolano la decomposizione. Il corvo nero è un altro simbolo della Nigredo. I due uccelli che escono dal corpo sono l’anima e lo spirito. Bisogna diventare consapevoli della propria anima e del proprio spirito. Il cerchio evidenzia l’idea dell’unione o unificazione.

"La putrefazione è così efficace che distrugge la vecchia natura e la vecchia forma dei corpi in decomposizione, li trasmuta in un nuovo stato dell’essere per dar loro un frutto completamente nuovo. Tutto ciò che vive, muore; tutto ciò che è morto si putrefà e trova nuova vita(Pernety, 1758)

Nella, la Nigredo rappresenta le difficoltà che l’uomo deve superare durante il suo viaggio negli inferi, ossia all’interno di se stesso. La Nigredo è talvolta definita “più nera del nero più nero”. Ercole doveva portare a termine dodici compiti quasi impossibili. Il pellegrino incontra tradizionalmente ombre, mostri, demoni. Negli antichi misteri i candidati dovevano subire prove iniziatiche difficili, a volte dolorose e addirittura pericolose.

Oltre alla testa di corvo (“caput corvi”), uno dei simboli della Nigredo in alchimia è la “decapitazione”. Tutti questi simboli fanno riferimento alla morte dell’uomo comune, intesa come morte del suo caos interiore e dei suoi dubbi, poiché egli è incapace di trovare da solo la verità dentro di sé. In una delle sue fatiche, Ercole pulisce le stalle di Augias, a rappresentare la pulizia di tutte le impurità interiori.

Mylius

Johann Daniel Mylius, Philosophia reformata, Frankfurt, 1622. Un frate in meditazione in una crepa della terra mostra che l’alchimia era innanzitutto una pratica spirituale. Le due figure assomiglianti a uccelli sono l’anima e lo spirito di cui si deve divenire consapevoli.

Psicologicamente, la Nigredo è il processo in cui ci si dirige verso il ritrovamento dell’auto-conoscenza. Un problema riceve piena attenzione e viene ridotto alla sua essenza. Ciò non viene fatto in maniera esclusivamente mentale o intellettuale, ma soprattutto usando le emozioni. Con la vera immersione si causa la putrefazione, la decomposizione di ciò in cui si era incastrati.

Il confronto con la realtà interna è spesso doloroso e può portare alla depressione. Ma una volta entrati nella profondità del buio, con la scoperta del seme del problema - il seme nella materia prima - nasce la luce bianca (albedo, bianchezza, la fase seguente). Sorge uno stato di riposo. La presa di coscienza del problema è stata ottenuta, il problema è stato emotivamente elaborato ed emerge la conoscenza su come affrontarlo in un modo più positivo e costruire così un atteggiamento più puro. Gli alchimisti parlavano di sciogliere “il miscuglio” (l’uomo con tutte le sue complessità) allo scopo di tornare al germe originario, alla Quintessenza. “Ciò da cui una cosa è stata fatta in modo naturale, attraverso quella stessa cosa deve tornare a uno stato dissolto nella sua stessa natura. Tutto deve essere dissolto e ridotto a quella forma da cui scaturì” (Anton Joseph Kirchweger, 1728) La “Materia” deve essere spogliata delle sue superfluità per arrivare al centro che contiene tutto il nucleo del “miscuglio”. Il seme è l’essenza e contiene tutte i poteri essenziali del corpo. Bisogna arrivare al centro dei problemi, al centro delle emozioni, il centro di se stessi. Lì risiede il potere della trasformazione.

Saturno è il pianeta che simbolicamente governa la fase della Nigredo. Analogamente a Mercurio, il simbolo di Saturno viene usato, in alchimia, come simbolo del caos, della materia prima sotto forma di pietra grezza e della pietra filosofale. Questi sono tutti simboli che indicano l’uomo all’inizio del processo alchemico. Saturno, coi suoi strumenti tradizionali - la falce e la clessidra - è il dio della morte e della putrefazione, dalle quali sorgerà nuova vita. Come la lancia e la spada, la falce è uno strumento di penetrazione. Saturno è il piombo del filosofo. È il dio che causa malinconia e visioni demoniache. La “Malinconia” è un altro termine che indica la Nigredo. Dato che può sorgere la malinconia quando si lavora alchemicamente su se stessi, l’alchimista consiglia l’uso della musica per innalzare l’anima.

Saturno è anche il dio della fertilità. Da qui l’espressione alchemica: “la nostra terra nera è terra fertile”, che esprime la trasformazione della morte a nuova vita, chiaramente descritta nella tredicesima carta dei tarocchi. Per dar vita a un nuovo inizio la putrefazione è una fase necessaria. La vita stessa è un ciclo di morte e rinascita, con la continua creazione di nuova vita che da all’uomo l’opportunità di lavorare su se stesso e sforzarsi di perfezionare la propria condizione. Gli alchimisti sostengono che la Nigredo dura quaranta giorni. Questo periodo di quaranta giorni ha un valore simbolico: Gesù digiunò per quaranta giorni nel deserto; ci sono quaranta giorni di digiuno tra la Pasqua e l’Ascensione; gli israeliti girovagarono nel deserto per quaranta giorni; il diluvio universale, con il quale Dio mondò la terra dai peccatori, durò quaranta giorni e quaranta notti; Sant’Antonio passò quaranta giorni nel Sahara, tormentato da estreme visioni erotiche e demoni.

 

Sospirato da solveetcoagula
Alle ore 09:06 del dì mercoledì, 14 novembre 2007
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In: dizionario, alchimia, operazioni alchemiche


il Drago

L’acquietarsi del cuore è la vera alchimia che trasmuta il mercurio in argento. Inayat Khan

Mentre l’uomo comune cerca di biasimare gli altri e biasimare il fato, il nobile cerca il difetto dentro se stesso. I Ching

 

Nel simbolismo alchemico il drago rappresenta ciò che Carl Gustav Jung chiamava l’Ombra. L’Ombra è il nome di una serie di caratteristiche e impulsi che potrebbero essere consci, ma che vengono negati. Allo stesso tempo essi sono riconoscibili e visibili negli altri. Alcuni esempi di Ombra sono: egoismo, pigrizia, intrighi, fantasie irreali, indifferenza, ossessione per il denaro e la proprietà. L’Ombra è l’essere inferiore in noi che desidera ciò che non ci autorizziamo perché è incivile, perché è incompatibile con le regole della società e con l’immagine della nostra personalità ideale. È tutto ciò di cui ci vergogniamo.

Drago

A destra, l’alchimista con il viso scuro corrisponde alla prima fase del Nigredo, durante la quale il drago viene ucciso e trasformato dalla penetrazione del fuoco segreto (la freccia) dell’arciere. Il disegno si basa sul mito di Apollo che uccise il pitone di Delfi. Il leone è l’immagine delle passioni animali.

Il drago risiede sempre nelle grotte, e quindi nella terra, negli inferi, e nell’inconscio. Quando il drago lascia la sua caverna, esso divora le vergini. È il nostro emotivo drago interiore che distrugge la nostra coscienza vergine, come quando appare nel conscio esprimendo negatività quali l’invidia, la gelosia, l’odio, eccetera.

Il drago non è mai soddisfatto. Vuole sempre più tesori, sempre più vergini. Non è forse questa un’immagine accurata dell’uomo? La coscienza e la vigilanza sono incantate dal drago. Il drago mitologico ha il potere di ammaliare, di ipnotizzare con la sua voce l’audace cavaliere che ha osato sfidarlo. Il drago può anche imporre enigmi in cui il cavaliere si perde.

Se vogliamo salvare la purezza della coscienza (la vergine), allora il drago deve essere ucciso. A dire il vero questa espressione non è proprio corretta. In alcune storie in cui il drago viene sconfitto e ammansito, esso viene penetrato da una lancia con la punta di ferro. Il ferro veniva sempre considerato un metallo speciale, poiché si trovava nei meteoriti. In quanto metallo associato a Marte, il ferro ha una forza attiva, distruttiva. La lancia, come simbolo fallico, è il “fuoco segreto” alchemico. Allo stesso modo il Dio greco del sole, Apollo, penetrò il Pitone di Delfi con delle frecce e lasciò il Pitone a marcire accanto al tempio. Da allora quel luogo ha nome Pytho (putrefazione). E questo ci introduce alla conoscenza della prima delle tre fasi della Grande Opera: l’Opera al Nero, o Putrefazione. Il drago morto subisce una trasmutazione. La morte del drago non è una fine, ma l’inizio della Grande Opera. Dal drago morto si levano vapori e sostanze volatili, come si vede nelle immagini alchemiche. Altrimenti detto, la terra è parzialmente trasformata in acqua e ascende sotto forma di vapore. Alcune fonti sostengono che nella testa del drago si trovi una pietra, un chiaro riferimento alla pietra grezza, ‘prima materia’ o materia prima.

L’uccisione del drago richiama anche un evento cosmico. È la penetrazione della materia prima come oceano primario, o caos primario del fuoco segreto o spirito divino. Il serpente di fuoco emanò fuoco e luce nelle acque primarie. Quando il drago (o serpente, dato che il gatto di Ra, il dio sole, tagliò la testa del serpente Apophis), venne ucciso, il caos originale cessò e il processo di evoluzione cosmica ebbe inizio.

Nella mitologia greca, anche l’idra di Lerna era un tipo di drago, e aveva un simbolismo analogo. Ercole uccise l’idra durante la seconda delle sue fatiche. L’idra di Lerna viveva in una palude, la dimora degli istinti primari, delle passioni, le brame, i desideri. Chiunque venga coinvolto in queste emozioni entra in una palude in cui rischia di annegare. Dunque Ercole tirò frecce di fuoco (il fuoco alchemico) per stanarla dal suo nascondiglio. Dapprima tagliò le teste dell’idra, ma esse ricrebbero. Un approccio energico non è il metodo adatto. Poi suo nipote Joales venne in suo soccorso. Cominciò a bruciare i tagli con tronchi infuocati in modo tale che le teste non potessero riformarsi. Ciò indica che è un atteggiamento sistematico, paziente, riflessivo e profondo, quello che viene richiesto.

Bisogna notare che quando l’alchimista parla del Drago Verde, egli si riferisce allo spirito universale presente in tutto, da non confondersi quindi con lo stesso concetto del drago degli inferi.

 

 

Sospirato da solveetcoagula
Alle ore 12:25 del dì lunedì, 05 novembre 2007
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In: dizionario, alchimia


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